Rosario Puglisi

Viaggio nel Tempo e nel Silenzio

Si può viaggiare stando seduti su una vecchia sedia vicina ad una finestra rotta in una casa abbandonata? Direi proprio di si perchè a me è successo.
Ho viaggiato con la fantasia, poi ho fatto lo stesso viaggio nella realtà. Fantasia e realtà si sono mischiate ed alla fine non sapevo più dove finivano i confini della fantasia ed iniziavano quelli della realtà. Già, perchè questo è il pericolo: confondere tutto.

Qui non parlerò solo di viaggi, parlerò anche di fotografia che per me è l'aereo che mi permette di volare al di sopra della quotidianità. Parlerò del mio amore per la vecchia fotografia, quella fatta da pellicole, acidi e attese. Le lunghe attese che comprendono lo scatto con la mente, lo scatto reale e poi lo sviluppo del negativo che, finalmente, da il responso definitivo: sono riuscito a trasporre su un pezzo di celluloide il mio pensiero?
Si, perchè io amo i tempi lunghi, le attese. Non sopporto la velocità del digitale. Non amo consumare una immagine nell'arco di pochi secondi.

Parlerò del silenzio. Questo silenzio che pervade la mia mente in una maniera devastante. Questo silenzio rotto solo dal vento che a volte accarezza, a volte flagella questa terra.

Non troverete contadini abbrutiti dal lavoro. Troverete solo i segni che questi contadini lasciano sulla terra, sulla madre terra, per ricavarne sostentamento. I segni di oggi non sono i segni di ieri. Oggi macchine enormi e rumorose segnano il corpo della terra. Del passato troverete solo le case abbandonate dai vecchi contadini che rimangono mute testimoni di un passato fatto di sudore e fatica.

E poi come non parlare della musica e di due autori in particolare: Keith Jarrett e Jan Garbarek. Amo ascoltarli quando giro per le terre.

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date: 24-02-2014 07:09

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