Rosario Puglisi

Il solco.

date » 24-02-2014 16:45

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Ci sono momenti della nostra vita in cui noi tracciamo un solco che, per quanto piccolo possa essere, diventa invalicabile.

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Uno spicchio di cielo.

date » 24-02-2014 16:39

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Arrivare sulla sommità di questa collina e lasciare che lo sguardo spazi su questa vallata è un piacere indescrivibile.
L'interprete principale in questa foto non è il panorama, ma la piccola pozza d'acqua che nel suo piccolo si era impossessata di uno spicchio di cielo.
Tutti abbiamo diritto ad una fetta di cielo per quanto piccola possa essere.

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Tabula Rasa

date » 24-02-2014 16:33

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E' un grosso cartellone pubblicitario che incontro andando fra le terre. In verità molto brutto, ma quel pomeriggio con la luce del sole al tramonto che lo colpiva direttamente attirò la mia attenzione. Brandelli di un vecchio manifesto si inframmezzavano a parti di lucido metallo che brillava sotto i raggi del sole. Aveva perduto parte della sua innata bruttezza. I suoi bagliori attiravano l'attenzione distogliendo lo sguardo dell'osservatore dalla campagna altrettanto brutta che lo circondava. Così volli fotografarlo, lucente e circondato dal buio quasi assoluto. Lo associai subito alla "tabula rasa", alla tavoletta di cera cancellata che gli antichi romani usavano per riscriverci sopra. Sapevo che è impossibile cancellare una tavoletta/mente talmente bene da ripartire da zero, ma ci potevo sempre tentare. Del resto, un viaggio inizia sempre con qualcosa di nuovo che si sovrappone ai brandelli della memoria passata che sono rimasti. Ideale questo cartellone per il concetto che volevo esprimere.

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Viaggio nel Tempo e nel Silenzio

date » 24-02-2014 07:09

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Si può viaggiare stando seduti su una vecchia sedia vicina ad una finestra rotta in una casa abbandonata? Direi proprio di si perchè a me è successo.
Ho viaggiato con la fantasia, poi ho fatto lo stesso viaggio nella realtà. Fantasia e realtà si sono mischiate ed alla fine non sapevo più dove finivano i confini della fantasia ed iniziavano quelli della realtà. Già, perchè questo è il pericolo: confondere tutto.

Qui non parlerò solo di viaggi, parlerò anche di fotografia che per me è l'aereo che mi permette di volare al di sopra della quotidianità. Parlerò del mio amore per la vecchia fotografia, quella fatta da pellicole, acidi e attese. Le lunghe attese che comprendono lo scatto con la mente, lo scatto reale e poi lo sviluppo del negativo che, finalmente, da il responso definitivo: sono riuscito a trasporre su un pezzo di celluloide il mio pensiero?
Si, perchè io amo i tempi lunghi, le attese. Non sopporto la velocità del digitale. Non amo consumare una immagine nell'arco di pochi secondi.

Parlerò del silenzio. Questo silenzio che pervade la mia mente in una maniera devastante. Questo silenzio rotto solo dal vento che a volte accarezza, a volte flagella questa terra.

Non troverete contadini abbrutiti dal lavoro. Troverete solo i segni che questi contadini lasciano sulla terra, sulla madre terra, per ricavarne sostentamento. I segni di oggi non sono i segni di ieri. Oggi macchine enormi e rumorose segnano il corpo della terra. Del passato troverete solo le case abbandonate dai vecchi contadini che rimangono mute testimoni di un passato fatto di sudore e fatica.

E poi come non parlare della musica e di due autori in particolare: Keith Jarrett e Jan Garbarek. Amo ascoltarli quando giro per le terre.

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