Rosario Puglisi

Il cerchio nell'acqua

19-03-2016 00:01

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Perchè questo titolo? perchè siamo come cerchi nell'acqua. Esistiamo per poi dissolverci senza lasciare traccia.
Siamo quei cerchi creati dal sasso nello stagno.
Io mi esprimo con le fotografie e neanche troppo bene a dir la verità. Ho scelto questa perchè da il senso dell'indefinito.
Una strada che non si sa dove porta. Non c'è una casa, un albero o una fontana, ma solo il nulla che poi nulla non è.

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Pensavo di poter volare

10-01-2016 19:50

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Quando guardo un falco che volteggia libero, inevitabilmente lo invidio.
Inevitabilmente voglio la sua libertà, la sua leggerezza.
Poi il falco con un battito di ali scompare veloce dietro la collina
e a me non resta che riprendere il lento cammino.

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La ragnatela rotta.

11-10-2015 11:52

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Afterglow.

Al tramonto era il mio punto di arrivo, la sommità di questa piccola collina. Amavo fermarmi qui ed ascoltare i racconti del vento.

Afterglow

Sempre è commovente il tramonto
per indigente o sgargiante che sia,
ma più commovente ancora
è quel brillìo disperato e finale
che arrugginisce la pianura
quando il sole ultimo si è sprofondato.
Ci duole sostenere quella luce tesa e diversa,
quella allucinazione che impone allo spazio
l'unanime paura dell'ombra
e che cessa di colpo
quando notiamo la sua falsità,
come cessano i sogni
quando sappiamo di sognare.

J. Borges

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date: 25-02-2014 07:29

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Andando verso Itaca.

Spero di trovare prima o poi la mia Itaca, ma, alla fine, non è importante. Importante è viaggiare.

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date: 25-02-2014 07:27

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L'attesa.

Ho solo messo la sedia. Mi sembrava una scenografia perfetta, anche la luce era perfetta e poi quella porta rotta e logorata dal tempo... In effetti durante l'attesa ci si logora sempre, anche quando si sa che l'attesa non finirà mai.

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date: 25-02-2014 07:22

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L'urlo.

Per me questa casa abbandonata, che cade a pezzi, rappresenta il dolore estremo, un urlo silenzioso nel silenzio delle terre. L'urlo di dolore di chi sente tutto il peso della solitudine e della disperazione e non vede via di uscita.

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date: 25-02-2014 07:19

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La curva.

Avrei potuto intitolarla 'la frattura', ma ho preferito focalizzare l'attenzione sulla curva che decisamente chiude la strada impedendo di vederne la fine. La curva di una strada ha sempre attirato la mia attenzione. Custodisce in se due concetti molto stimolanti: l'ignoto e la curiosità per l'ignoto. L'ignoto come concetto a se stante non mi interessa, ma la curiosità che l'ignoto genera nella nostra mente si. Essere curiosi, per me, significa vivere, vivere nella costante ricerca del nuovo, del cosa c'è dietro la curva.

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date: 24-02-2014 16:57

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Una scala per salire o per scendere

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date: 24-02-2014 16:49

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Il solco.

Ci sono momenti della nostra vita in cui noi tracciamo un solco che, per quanto piccolo possa essere, diventa invalicabile.

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date: 24-02-2014 16:45

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Uno spicchio di cielo.

24-02-2014 16:39

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Arrivare sulla sommità di questa collina e lasciare che lo sguardo spazi su questa vallata è un piacere indescrivibile.
L'interprete principale in questa foto non è il panorama, ma la piccola pozza d'acqua che nel suo piccolo si era impossessata di uno spicchio di cielo.
Tutti abbiamo diritto ad una fetta di cielo per quanto piccola possa essere.

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Tabula Rasa

E' un grosso cartellone pubblicitario che incontro andando fra le terre. In verità molto brutto, ma quel pomeriggio con la luce del sole al tramonto che lo colpiva direttamente attirò la mia attenzione. Brandelli di un vecchio manifesto si inframmezzavano a parti di lucido metallo che brillava sotto i raggi del sole. Aveva perduto parte della sua innata bruttezza. I suoi bagliori attiravano l'attenzione distogliendo lo sguardo dell'osservatore dalla campagna altrettanto brutta che lo circondava. Così volli fotografarlo, lucente e circondato dal buio quasi assoluto. Lo associai subito alla "tabula rasa", alla tavoletta di cera cancellata che gli antichi romani usavano per riscriverci sopra. Sapevo che è impossibile cancellare una tavoletta/mente talmente bene da ripartire da zero, ma ci potevo sempre tentare. Del resto, un viaggio inizia sempre con qualcosa di nuovo che si sovrappone ai brandelli della memoria passata che sono rimasti. Ideale questo cartellone per il concetto che volevo esprimere.

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date: 24-02-2014 16:33

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Viaggio nel Tempo e nel Silenzio

Si può viaggiare stando seduti su una vecchia sedia vicina ad una finestra rotta in una casa abbandonata? Direi proprio di si perchè a me è successo.
Ho viaggiato con la fantasia, poi ho fatto lo stesso viaggio nella realtà. Fantasia e realtà si sono mischiate ed alla fine non sapevo più dove finivano i confini della fantasia ed iniziavano quelli della realtà. Già, perchè questo è il pericolo: confondere tutto.

Qui non parlerò solo di viaggi, parlerò anche di fotografia che per me è l'aereo che mi permette di volare al di sopra della quotidianità. Parlerò del mio amore per la vecchia fotografia, quella fatta da pellicole, acidi e attese. Le lunghe attese che comprendono lo scatto con la mente, lo scatto reale e poi lo sviluppo del negativo che, finalmente, da il responso definitivo: sono riuscito a trasporre su un pezzo di celluloide il mio pensiero?
Si, perchè io amo i tempi lunghi, le attese. Non sopporto la velocità del digitale. Non amo consumare una immagine nell'arco di pochi secondi.

Parlerò del silenzio. Questo silenzio che pervade la mia mente in una maniera devastante. Questo silenzio rotto solo dal vento che a volte accarezza, a volte flagella questa terra.

Non troverete contadini abbrutiti dal lavoro. Troverete solo i segni che questi contadini lasciano sulla terra, sulla madre terra, per ricavarne sostentamento. I segni di oggi non sono i segni di ieri. Oggi macchine enormi e rumorose segnano il corpo della terra. Del passato troverete solo le case abbandonate dai vecchi contadini che rimangono mute testimoni di un passato fatto di sudore e fatica.

E poi come non parlare della musica e di due autori in particolare: Keith Jarrett e Jan Garbarek. Amo ascoltarli quando giro per le terre.

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date: 24-02-2014 07:09

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